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rossonera22
''Sonja,tu lo sai...odio quella cantante.'',dico mentre mi chiedo da quanto tempo stavamo gia parlando al telefono. ''Dai non e cosi male.'',risponde lei e mi costrige a fare una smorfia schiffata. ''Ohh,well.Te la mando ora sul cellulare e la ascolti ok?'',aggiunge cinque secondi dopo che che cera silenzio tra noi. Lei lo sa,lo sa che mi puo convincere. ''E non fare piu smorfie mentre parli con me al telefono,capitooo?'',mi rimprovera Sonja. - Se ne era accorta da cosa? Un sospiro?,mi chiedo e poi scoppio a ridere. ''Ok manda.Ti saluto ora, voglio ritornare al Skater Park'',gli dico. ''Ma che Skater Park,quello del l'altro giorno?E poi non devi fare compiti?''. Il suo tono era come quello della frase precedente. Da quell giorno non ero piu ritornata li ma era mancato il tempo.La settimana scolastica volo' in fretta.
''Si ma mi porto i libri.'',gli spiego. ''D'accordo.Fai la brava.E ascolta poi la canzone...'',mi saluta. Nemmeno venti minuti dopo la sua telefonata mi ritrovo davanti alla strada, dove al confine cera lo Skater Park.
 Da qui,si riusciva a vedere tutta la strada,perche al inizio cera una piccola e leggera discesa.E ricade subito nei miei occhi lo SkaterPark.Ma questa volta sembra tutto diverso. I parccheggi davanti al centro sportivo erano pieni.Tanta gente davanti al edificio,la maggiorparte erano ragazzi in tuta.Una tuta elegante nera con scritte e ricami nei colori arancione e rosso scuro.Un piccolo bus era parccheggiato in strada. Anche questo,nei stessi colori. Quanta armonia tra gli elementi,sorrido. 'Stone - Sports Academy' ,leggo la scritta sul autobus.L'edificio era chiario un leggero beige. Sembra moderno.Il primo piano aveva un cartellone grande con una S e il logo rosso,arancione e nero si trovava sopra il portone.Il secondo era nei colori rosso e marrone e le grandi finestre erano incornicate in beige.Il terzo era completamente beige come il primo. Una gran parte del terzo piano era una terazza coperta.Tutto era cosi nuovo in questa piccola strada, che mi sembrava assurdo tenere un Skater Park cosi vecchio. E li succedde,resto immobile davanti al cancello del Park fissando la catena che teneva chiuso il cancello. Sicuramente appartie a loro e l'hanno chiuso perche non lo usano piu o lo faranno nuovo.Non posso entrare! Mi manderanno sicuramente via. Sospiro profondamente e le mie mani afferano la rete dell cancello. Stavo pensando,seriamente di sbattere ora la testa alle sbarre ma vegno fermata da una voce:

''Non vuoi entrare?.... '' Resto sorpresa da questa afferamzione, e non so cosa rispondere.Poi mi volto e la cosa mi irrita ancora di piu.Era il ragazzo che avevo visto alla mia prima visita in questo posto.'No? Allora se ti sposti un attimo...e mi fai passare...'', non conclude la frase che gia avevo fatto due passi a sinistra per fargli spazio. ''Grazie'',aggiunge ed entra. Entro anche io e mi siedo su la piattaforma orizontale alla fine di una rampa.Mentre esco i libri per inziare a fare i compiti i miei occhi cercano lui. Era entrato senza oattini o uno skateboard.Che ci viene a fare? Un libro una agenda forse,noto tra le sue mani. La sfoglia e scrive, poi torna a una pagina precedente e legge.Un attimo dopo continua a sfogliare l'agenda.Questa cosa si ripete finche non scanso i miei occhi da lui.I suoi capelli erano come quell giorno,mi ricordo. Era vestito quasi come quell giorno.Poloshirt scura,scarpe scure e dei jeans. Non so perche' ma da quando ero scesa la Anfield Road paragonavo tutto alla prima volta. Da subito sentivo la stessa attrazione di scopire questa via,questo spazio,questo Skater Park anche se questa volta era tutto diverso. Tutto era affolato,e pieno... e stretto,...e prima davanti al cancello anche : difficile.

Ma lui non sembra cambiato. 'Iniziamo va',mi comando da sola e inizio con i compiti. Quando rialzo una diecina minuti dopo lo sguardo lui e ancora la.Seduto sulla panchina con delle cuffie biance alle orecchie.Non riesco a vedere il suo volto perche e girato verso l'agenda che e appoggiata accanto a lui. Dopo poco mi stuffo di fare compiti e scendo giu la rampa lasciando lo zaino su. Faccio qualche giro al bordo dell parco per cercare delle pietre. Una ad una, la posiziono davanti la rampa dove ero seduta prima. Il percoso slalom era abbastanza corto ma forse ci sarei riuscita. Prima lo slalom e poi salire la rampa. Perche la difficolta' sta nel salire con velocita'. Piu e lungho un percorso piu si riesce a prendere verlocita'. Ad un certo punto mentre stavo sistemando l'ultima pietra davanti alla rampa vedo una ombra davanti a me. ''Ciao.'',mi saluta lui. Mi alzo,perche ero inchinata, e lo saluto anche io ''Ciao.'' ''Ti sei presa un bell impegno...'',afferma lui e guarda la rampa e lo slalom. ''Forse si,e da un po che non ci provo...'',confermo. ''E perche?'',si incuriosisce lui. ''Per via della scuola',gli spiego. ''E gli allenamenti?'',chiede incuriosito e mi guarda con quei occhi chiari e grandi. ''Allen...alle-namenti?'',ripeto balbettando per via della confusione nella mia testa. ''Si?Non ...Non mi dire che non lo fai per un club.. '',dice e il suo tono di voce cambia da tranquillo e chiario a sorpreso e procupato. Poi continua:''Ma io credevo....si. Perche settimana scorsa ti avevo gia vista,sai.Sei molto brava.'' ''Oh,grazie.'',riesco solo a dire. E mi stavo domandando se chiedere come si chiama. 'Comunque sono Zacherias,...Zack.'',si coreggie un secondo dopo aver pronunciato il suo nome intero.
''Hannah.'' ''Vai pure...prova.', e la sua mano indica lo slalom.Poi fa un passo indietro e si appoggia alla barra del bordo campo. Senza dire niente obedisco a questo suo invito. Prima faccio un giro,dove prego profondamente di non fare figuraccie nel caso se cado. Prendo di mira lo slalom e poi salgo la rampa. Non la scendo piu perche una volta salita mi giro e il mio lato B prende posto accanto alla mia tracolla. Con la mano mi fa segno di un OKAY, con il pollice verso su' e le dita che formano un pugno. Sorrido soddisfatta. Scendo dalla rampa e mi dirigo verso lui. ''Tu non pattini?'',chiedo. ''In un certo senzo si.Gioco nel Hockey Team.'',mi spiega e il suo sguardo indica il 'Stone -Sports Academy'. Lo dice con tristezza.''Ma cose cosi propio non li so fare'',sorride lui imbarazzato e le sue mani afferano la sbarra dietro di lui. 
''Ohh...sul ghiaccio ...bello.'',dico con  un leggero entusiasmo. ''Tu ci sai fare anche sul ghiacchio...?Ma cosa chiedo a fare,certo che si.'',chiede.
''Decisamente e la cosa che mi piace fare di piu nel mio tempo libero.'' ''Allora dovresti prendere lezioni,sai?O non ti va di farlo?'' 
''Dove abitavo io prima non cerano sale di pattinaggio o centri sportivi grandi con  un reparto per questo sport.Dunque mi toccava andare lontano per pattinare un po sul ghiaccio'' Chiacchieriamo qualche minuto del piu e del meno finche squilla il suo cellulare.Gli e arrivato un sms e dopo averlo letto mi saluta:''Scusa ho un appuntamento.Devo andare seno arrivo in ritardo.'
''Oh si allora vai.'' ''Buon divertimento qua,Hannah. E spero ci rivediamo per chiacchierare un po'',mi saluta e si dirige velocemente per l'uscita. Mi squilla il cellulare anche a me,mentre mi dirigo per prendere la mia tracolla. Guardo lo schermo.E arrivata la song di Sonja. San Fransico - Cascada. La accendo e ammetto con un sms di risposta che mi piace nonostante e di una cantante che mai prima d'ora mi era piacuto.Ma forse, anche io... propio ora... dovevo cambiare ora un po. 

 
 
rossonera22
19 June 2011 @ 12:53 pm
Italian Fan Fiction : Catch me.
Hannah va a vivere con i suoi genitori a San Francisco. A Weldon, una città piccola e lontana dalla sua nuova casa, lascia la sua migliore amica Sonja. Hannah vuole portare Sonja con sé, anche se entrambi i genitori sono all’oscuro di tutto.
Le due ragazze non fanno nient’altro che progettare il prossimo anno scolastico. Se Hannah, nonostante il cambiamento di scuola, verrà promossa potranno iniziare il Community Collage insieme.

Ma non è l’unico problema che si ritrova davanti: Zack è la prima amicizia che riesce a costruire, ma questa viene disturbata di continuo da una compagna del suo corso.
Per sfogarsi, rilassarsi e divertirsi Hannah pratica pattinaggio e danza da sempre, ma mai professionalmente. Quando si ritrova in uno Skater Park vecchio e abbandonato un ragazzo la nota. Non occorre molto tempo ad Hannah per scoprire di lui. Ha un’aria misteriosa, è vestito sempre molto elegantemente, nonostante la sua età di diciannove anni. Ha degli occhi castani e dei capelli biondo-scuri. Un discorso tra loro cambierà per sempre la vita di Hannah, almeno è questo che lei spera.

P.S. FANFICTION  IN AGGIORNAMENTO.
Riassunto capitoli :

Chapter one: start from new
rossonera22.livejournal.com/3348.html
Chapter two: read between the lines
rossonera22.livejournal.com/3690.html
Chapter three: soon online.

 
 
rossonera22
CHAPTER TWO: Read between the lines

Alle cinque e mezza del mattino sento la mia sveglia e poco dopo sono docciata e vestita al tavolo in cucina. Mando un SMS di buon risveglio a Sonja e inizio a fare colazione. Avevo grandi progetti per oggi. La biblioteca apre alle otto e alle nove ho la prima lezione. C’è una strada di dieci minuti tra questi posti. Forse con i pattini sono un po’ più veloce. Li metto nello zaino e infilo i libri in una tracolla.
Volevo fare una ricerca di cui la prof ci aveva parlato. Mi devo mettere su con lo studio. I miei compagni di classe forse pensano che sia una secchiona perchè fin ora non ho fatto grandi amicizie, sono stata molto riservata e ho chiesto solo cose per la scuola. Non mi importa, non posso pensare anche a loro ora. Soffio via il ciuffo che mi cade davanti agli occhi. -Forse meglio fare una coda oggi!-
Mio padre mi saluta ed entra in cucina.
“Ti accompagno io a scuola.” Aggiunge e io ricambio con un “Ciao....Sì okay”.
è un po’ nervoso. (Gira in cucina cercando e prendendo le cose per fare colazione da duemila sportelli, poi ritorna allo sportello precedente e riprende nuovamente qualcosa.)ci metto un po’ a ricordare il perché di quest’agitazione. Oggi ritornava il nuovo capo, colui che ha fatto la proposta a mio padre per questo nuovo lavoro (e colui che mi ha mandato questa grande disgrazia.)
“Secondo te va bene questa cravatta?”, mi chiede e si siede accanto a me.
“Credo di sì. Tranquillo Papy.” gli do un bacio e mi alzo. L'ipod si è caricato, corro in camera a prenderlo. Vedo mia madre ancora a spacchettare cartoni e fare una torre con quelli vuoti.
“Io oggi torno tardi, non prima di cena”.
“Hai fatto amicizie?”, chiede lei quasi in un tono proccupato.
“Sì sono simpatici alquni ragazzi della mia scuola”, cerco di tranquillizzarla. La verità era che non avevo nessun appuntamento con una persona ma solo con il mio ipod e i pattini. Volevo andare a fare i compiti a quel parco dell'altro giorno.

Quando arrivo in classe prendo il mio posto accanto a quello di Zack. Avevo avuto una fortuna micidiale, penso. Wow, LA PRIMA FILA. Non capivo cosa c’era che mi faceva stare ancora bene e non cadere completamente in depressione.
“Buon giorno”, saluta lui, “Ma non arrivi con l'autobus?” Si sistema con una mano il ciuffo. Ha i capelli corti un po’ come Joe Jonas, però è l'unica cosa che hanno in comune. Zack ha gli occhi verdi, i capelli biondi ed è abbastanza scuro.
“Ciao. Sì questa mattina mi ha portato mio padre però”, rispondo e mi chiedo come faceva a saperlo. Lo prendeva anche lui? Non ci avevo fatto caso. “Allora che te ne sembra di San Francisco? Ci sei mai stata prima?”, mi chiede. Stava cercando di fare un dialogo per fare amicizia?
“Bella... no dai,”, mi correggo “,per dirla tutta eeehm, non so... ho visto poco.”
“Se vuoi qualche giorno dopo scuola ti mostro un po’ qui intorno.... posti interessanti insomma... Tu esci alla fermata di Green Street no? Ci si puo andare insieme oggi dopo scuola, da lì ci sono posti che devi assolutamente conoscere per ambientarti bene qua.” Lui sarebbe una alternativa della cartina dei mezzi pubblici e internet?
“Ci sto”! Senti sai per caso di SkaterPark? O roba del genere ... un posto per praticare un po’ di sport?” Zack mi spiega e racconta finchè inizia la lezione. Mi sto per alzare quando sento suonare la campanella. Zack mi prende per il braccio e lo lascia subito, come se si fosse scottato o spaventato di qualcosa, speravo non dal mio sguardo stupito.
“Eee, se ti va con i miei amici sono seduto ai tavoli in terrazza per pranzo”, sorride.
“Okay a dopo allora magari.”, ed esco. Mi affaccio alla finestra grande in corridoio. Si vede la piazza davanti alla scuola. Noto subito una ragazza con lo skatebord.
-CAZZO-VOLEVO QUASI ESULTARE. Finalmente una che tra i quattrocento studenti volevo conoscere. I suoi passi sono veloci, così mi dirigo anche io velocemente giù. Spero che sia simpatica. Scendo in hall e la vedo entrare. è di fretta: corre tra gli studenti per arrivare nella stanza dei computer. La seguo e un po’ mi sembro stupida. I suoi capelli biondi e lunghi sono raccolti in una coda, indossa dei pantaloncini di jeans con un top bianco e le shox della Nike.

Mi volevo dirigere anche io per la classe d'informatica, quando una ragazza del mio corso mi ferma. Era seduta proprio dietro a Zack.
“Clara: Hei Ciao.” Saluta questa ragazzina d'aspetto vanitoso. Era mora con i capelli lisci, aveva il viso fine e vedendola così vicina davanti a me notavo che i suoi occhi scuri erano luminosi attorno al ombretto argento.
Saluto: “Ciao..”
Prima che riesco a dire qualcosa di più, lei mi dice:”Senti non so chi sei e non mi interessa, ma sappi che non mi sta tanto bene che con Zack... non mi sta bene se con Zack tu ci provi”

“Io, no... bhe...” sono le parole che mi escono prima di essere interrotta nuovamente da lei. Anche se non c’era molto da interrompere.
“Non m'importa se gli stai simpatica a Zack ... ma se finisce là... in una simpatia, sarebbe la miglior cosa.”
“Scherzi?”, chiedo per assicurarmi.
“Dico sul serio cara”.
Questa barbie mi stava dando ai nervi, non solo credeva di poter gestirmi come una marionetta, ma faceva anche la finta gentile e brava ragazza.
“Non credo che abbia le intenzioni di cui parli.”, rispondo io.
“Can't you read between the lines?”, dice lei.
“E meglio se ti fai i cavoli tuoi.” Spunta un’altra ragazza, anche lei del mio corso. Era la compagna di banco di Clara.
“Zack è il ragazzo piu conosciuto e ammirato in questa scuola. Lui non esce con le ragazze così...”
nemmeno finisce la frase che Clara continua:”Non è il tipo che se la tira per questo fatto...” Evidentemente questa Clara aveva proprio il vizio d'interrompere.
La sua amica la guarda e poi dice: “Ma sai che forse Zack se ne accorge presto che sbagliaa investire interesse in lei. A me così interessante e simpatica non sembra” Mi squadra... dalla testa ai piedi. “Meglio che stai alla larga da Zack.”, aggiunge Clara.

“Ma cara certo, ma sappi che non m'importa ciò che vuoi tu.” rispondo confusa da questo discorso e mi dirigo verso la classe d'informatica. Speravo di aver avuto il suo stesso tono arrogante. Apro la porta e sbircio dentro. La ragazza che cercavo non c’era più. Sospiro un po’ delusa e ritorno in classe per la prossima lezione appena sento suonare la campanella. Non avevo nemmeno avuto il tempo di mangiare qualcosa nella pausa. Un altro respiro profondo e salgo le scale.

Al corso di biologia non c’erano nè Zack nè Clara. Menomale, non mi volevo mettere anche a pensare ora a loro e al discorso di prima. Volevo solo fare appunti e studiare. Forse l'avrei beccata alla pausa pranzo. Quando per la quarta volta suona la campanella scendo in menza a cercare un posto dove mangiare. Lascio scivolare il mio sguardo per tutta la sala ma la ragazza con il top bianco non cè. Forse è fuori? Mi dirigo in terazza e con lo stesso sistema di scan lascio i miei occhi cercare. A uno dei tavoli infondo cè seduto Zack con degli amici. I nostri sguardi si incrociano e lui mi saluta con la mano. Poi la sua mano batte dei colpi sulla panchina accanto a sè. è un invito ad andarmi a sedere lì. CAZZO. Non ho avuto il tempo di pensare al discorso di prima... a lui e Clara. Non mi ci vuole anche un problema a scuola. Di problemi ne ho abbastanza. Ci vado?,mi chiedo.
 
 
rossonera22

“Forse dovresti uscire, è da due giorni che stai rinchiusa in camera”, dice mia madre con un leggero tono di rimprovero.
“Ma l'hai vista?”,rispondo e mi butto sul divano. Mi ero data completamente alla mia creatività.
Forse però aveva ragione. Mi trovavo a San Francisco da poco, quasi una settimana, e non ero ancora andata a vedere la zona. I miei per motivi lavorativi avevano deciso di cambiare città e con questo trasferimento sarebbe cambiata anche la mia vita. Ero ancora incazzata con loro perché mi avevano portato via dalle mie amiche, cosa che non li disturbava piu di tanto. Weldon,una città abbastanza tranquilla sotto il Sequoia National Forest, era stata la mia vita per sedici anni. Ora dovevo imparare a starne lontana. Imparare a vivere in una città così grande e oscura per me. Ammetto che una parte di me però mi attirava lì: Scappare via dalla monotona vita di Weldon, dove tutti si conoscevano, dove novità non ce n'erano e dove niente più mi ispirava eccetto lei, la Sonja, la mia seconda metà. Presto sarebbe venuta a trovarmi, avevamo un piano che gia avevamo fatto settimane prima della mia partenza. Per me e lei era stato da sempre chiaro che non saremmo rimaste a vita a Weldon, volevamo andare a studiare insieme arte e storia. Ora non ci rimaneva nient'altro che sopportare un anno fino a quando anche lei sarebbe venuta a vivere a San Francisco. Non c’è niente che desideriamo di piu. In ogni caso sarebbe stata una sorpresa per i nostri genitori, ma a questo non volevamo pensare ora, tutto al suo tempo. Dovevo solo mettermi su con lo studio. Nonostante il cambiamento di scuola dovevo vedere di essere promossa così il Community Collage lo avrei iniziato insieme a lei.

“Sì esco.”,confermo poco dopo e mi siedo sulle scale per mettere i pattini. Cosa c’era di più bello di girare con i pattini e la musica nelle orecchie? -Farlo insieme a Sonja!- Mi rispondo da sola dopo pochi secondi. Dovrei imparare a fare domande retoriche.
-Devo trovare un posto dove scatenarmi un po’.- Penso.
Uno Skater Park doveva esserci in zona no? Già dal primo giorno mi ero informata un po tramite il computer ma non avevo trovato nessun parco, solo delle scuole di calcio, due centri sportivi e un club di tennis. Dovevo improvvisare, sicuramente mi avrebbe fatto bene. Dopo nemmeno mezz’ora di pattinaggio trovo un parco deserto e vecchio. Dietro una scuola elementare si trovava uno dei centri sportivi che avevo letto su internet. Passandoci un po piu lentamente cerco di vedere se avevano uno Skater Park, ma non si vedeva niente; niente più edifici nella strada, solo un prato, che sicuramente apparteneva al centro sportivo. Forse devo tornare indietro. Si era fatto pomeriggio avanzato e a quell’ora la giornata lavorativa di tanti finiva, così i parcheggi erano più o meno vuoti. Volevo arrivare fino in fondo alla strada per poi risalire guadagnando un po’ di velocità. Ma quando sto per voltare vedo finalmente uno Skater Park deserto alla mia destra. Un cancello, più che altro una rete lo fa sembrare una gabbia vecchia, tutto triste e scuro, solo i graffiti lo rallegrano un po. Mi avvicino con curiosità per vedere se il cancello è aperto. Non ci sono scritte che dicono che non si può entrare, eppure è chiuso con una catena; non che la cosa mi disturba. Lo sforzo un po ed entro.

Sono un po’ delusa, non ci sono ostacoli o rampe grandi, ma mi voglio accontentare per oggi. Pensandoci bene mi posso scatenare ballando a ritmo di musica. Prima però controllo se le sbarre sono stabili e rimango contenta scoprendo che è tutto apposto. Può iniziare lo show.

Chapter One - Part Two.

Scendo e salgo le rampe prima con lentezza e poi, appena mi abituo e prendo sicurezza, sempre più veloce. Prima di perdere completamente il senso del tempo, sento il mio ipod: “BEEP BEEEEP”.
“Quasi scarico già? Ci stavo prendendo gusto a pattinare qua. Ok, una volta 'Wonderful Life’ di Hurts, e poi me ne torno a casa.”, dico a me stessa.
Non voglio rischiare di restare senza musica per il ritorno. Provo dei salti sugli ostacoli piccoli e sulle rampe piccole. Dovrei portarmi lo Skatebord domani anche se non sono bravissima con quello, adoro più che altro ballare con i pattini.
.....”Yeeeeh” urlo quasi quando il ritornello finisce proprio alla fine del mio salto. Giro e giro, facendo come nel ballo le piruette, con la differenza che ho entrambi piedi per terra. Poi faccio le curve con lentezza a ritmo di musica e poi prendo velocità. Scendo in senso contrario e ritorno al cancello.
“Per oggi basta.”, sussurro al vento. Alzo lo sguardo, cercando di capire se domani piove. Senza risposta me ne esco e richiudo il cancello con la catena.
Mi prende un colpo quando vedo un ragazzo non lontano dall’entrata del cancello. -Ho avuto spettatori?- Il ragazzo, con i capelli biondo-scuri, corti e leggermente ricci, era voltato verso l'interno dello SkaterPark. Una maglietta, no una Poloshirt bianca, metteva in risalto il suo profilo abbronzato. Forse era appena arrivato.
Mi allontano per ritornare a casa. La strada ora è deserta, il centro sportivo è chiuso e tutte le luci spente. Guardo l'orologio e sento il vento freddo tra i miei capelli. Si stava facendo sera. I parcheggi erano vuoti, solo una macchina blu grande era parcheggiata davanti all’edificio. Quando volto a destra a fine strada, vedo il ragazzo salirci su.
 
 
 
 
 
 
rossonera22
 
 
Forse non l'aveva ricevuto il biglietto dello stadio che gli ho mandato, mi ripeto mentre entriamo dopo il primo tempo nei spogliatoi di San Siro. No. Non era lassu' sui spalti a guardare. Scuoto la testa,forse si.Ma era arrabiata.Ancora arrabiata per quella brutta litigata.Assurdi motivi.Mi ero seccato perche lei quella sera -quando siam usciti con Ale,Luca,Thiago e le loro muse- 
non parlo' molto,ogni parola glie la dovevo tirare fuori. Era persa tra i suoi pensieri. 
Lei non si divertiva, e brutto a dirlo-ma impediva anche a me. Poi scappo' una brutta battuta e li fu' chiusura totale. Ok,forse poteva essere timida perche cera nuova gente con cui usciva. Ma non so dava un po la senzazione da 'principessina' e non mi andava bene quella sera. Avevo perso la pazienza e ho fatto una brutta affermazione. Maledizione non stavo bene,mi irritava io volevo finalmente ballare con lei,divertirmi scherzare,toccarla-accarezzarla,baciarla.

Da giorni non si aveva fatto sentire. Non sapevo come scusarmi,un biglietto di stadio con un altro foglietto attaccato,doveva fare da rimedio spontaneo: Un passo tu. E uno io. ...perche io accanto a te sto molto piu meglio.
'He,dai Igna ce ancora da lottare',dice Gattuso appogiando la sua mano sulla mia spalla. Si su questo UNO a UNO ancora ce da lottare. Rino mi aveva travolto dai miei pensieri.
Il Mister era di poche parole,cosi ci lascio' presto risalire sul campo. Lo sguardo di Ale mi colpi subito mentre stavo salendo i scalini. Lui aveva capito che non cero' con la testa.Ma io sono un professionista e quando gli ho risposto:''Non procuparti.Passato tutto.'' lo intendevo veramente.
Non volevo perdere la concentrazione.Pero' sarebbe stato bello vederla la sui spalti. Lei che sorrideva e dimostrando:  Non sono arrabiata.Non piu.Ci sono. Ritorniamo carchi sul campo. La partita si era messa piu difficile di prima,ma poi faccio un assist per Boateng e va a finire un due a uno.Vinto. 'Ma lo dicevo iooooooo',urla Ambrosini a Boateng. Che dopo aver fatto un piccolo show lo tranquilliziamo con gli abbracci. Per caso veramente per caso il mio sguardo cade in panchina e oltre a vedere i ragazzi esultando noto lo sguardo di Ale. Furbo,malizio...soddisfatto.Un messaggio nascosto.Veramente.Guardo su e vedo Marie.Li,che applaude e sorride....e poi con la manina fa ciao
 
 
 
rossonera22
31 March 2011 @ 09:52 pm
 
 
Vi saprei dire anche la data di quell giorno,non e un segreto...ma e troppo mio questo ricordo. Perche allora publicarlo? Lo scrivo perche ho il forte bisogno di farlo,per paura di dimenticare qualcosa. Mh,forse non solo. Mi sono ricordata oggi che nelle lezioni di pedagogia ho imparato che ripetere e ripetersi le cose - da sicurezza. Dunque forse anche per questo. Per sperare per credere che ci risara' una bella attesa come quell giorno. Mattina presto,scendo in strada... - non sola. Lei parla accanto a me,non ascoltando io. Mi guardo dai piedi fino al petto.Tutto apposto,stavo bene.Apparte il leggero nervoso e neanche...era solo agitazione. Controllo l'orario per l'ennesima volta quella mattina-e quando passiamo davanti edifici con grandi vetrine cerco di specchiarmi in quei pochi momenti.

Stazione davanti a me. Grande,gigante. Attenta ai taxi,alle macchine perche passiamo dai parccheggi. Non cera un gran sole,ma neanche freddo - giusto un po di vento. Una giornata d'ottobre insomma. Lei ancora parla e io non credo nemmeno che ho detto una parola durante la breve camminata di forse quattro minuti. Non era disturbata lei,nemmeno io. Primi tabelloni e schermi per controllare il binario del suo treno.L'altra lei. Che stava per arrivare. Quanti scalini penso mentre saliamo per arrivare ai binari dei treni.Volevo fare una foto-ma non l'ho fatto. Era l'agitazione. Non mi era capitato di vedere prima tutti questi scalini da questa perspettiva tutti di fila,tutti da vedere - sicuramente quelli del duomo di colonia che avevo scalati erano di piu pero' non davavano questa bellezza sara' stato il punto di vista - questo punto di vista. Poi erano vuoti.Non cera nessuno. Invece tante  persone cerano in stazione,cerchiamo due posti dove aspettare appunto l'arrivo del treno. Troppo lontani dal suo binario.Mi disturbava.Accetto il compromesso per non aspettare in piedi- -  e dopo poco cerco la prima edicola.Quella che cera alla fine della hall dove cerano i binari l'avevo in mente, vado sa sola e prendo la Gazzetta. Lei viene dietro me,le e piacuta l'idea. Ritoriamo ai 'nostri posti' ma erano occupati - ci sediamo ognuno su una panchina diversa.Non disturba.Tanto non avremmo chiacchierato - ma letto. Tutt ora ce l'ho a casa quella gazza. Conferenza stampa di Galliani, lui col piede fratturato.Parlava di Ricky,speranze in me svegliando. Mi ero persa questa notizia in questi giorni che ero stata in quell posto.In quella nuova citta,e mia citta colorata dipinta per sempre di storia rossonera - in quell mio sogno.Con questo mio viaggio la avevo assaporato anche io questo mondo rossonero piu che mai.E inoltre un nuovo modo di tifare questa mia passione,lei mi aveva mostrato.E saremmo andati dove per sempre ce l'anima nostra rossonera, ogni sabato o domenica.Ogni volta che le maglie rossonere sarebbeno scese sul campo. E questa volta ci sarei stata anche io. Intanto la in stazione aspettavo che le nostre chattate e chiacchierate che avevano creato una amicizia speciale, si sarebbeno trasformate in un altro modo , altro punto di vista,- insomma in una altra realta'.Di questo in quell momento ero sicura- perche era lei.Perche e una persona speciale...Perche sarebbe stata realta' che  lei sarebbe arrivata - a quell binario - ore 9.55.
 
 
rossonera22
Una sera a casa di Ale. Due DvD gia ci avevamo guardato gia. L'ultimo era Burlesque. Lo voleva per forza vedere la Giuli.Aveva convinto Ale. Lei era appogiata al divano grande dove Ale era sdragiato. Chissa cosa avevano da parlare mentre ci avevamo visto il film,prima. Di sicuro Ale si era pentito di aver scelto il film,tante volte preferiva dedicarsi ai capelli di Giuli, accarezzandoli. Marie sulla poltrona - arrotolata in un plaid  del Milan. Io ero sul divano piu piccolo. ,,Marie mi passi i popcorn.'',chiedo. Un po ci stavamo per annoiare. Forse la serata era da finire oggi. ,,No.'',mi sorride. Voleva stuzzicarmi.Provocarmi. ,,Mi hai fatto vedere questo film noioso.....'',mi rimprovera con ironia. ,,IO?'',esclamo, ,,Noooo.Era l'idea di Giuli e Ale. Io volevo vedere ''Io sono : Numero quattro' '' MMh, mi credeva.Butta una smorfia verso Ale e la sua amica. ,,E guerra'',urla lei. ,,Questo film perche l'hanno fatto uscire al cinema?'',continua. E inizia a colpire quei due con Popcorn. Me la rido e prendo lei sue parti. Arrivano prima cuscini dal l'altra parte,poi popcorn,pochi. ,,Attentaaaa'',le urlo. E la spingo verso giu mentre arriva un cuscino - inviato da Ale. Cadiamo sul tappetto e poi ci ripariamo dietro la poltrona. ,,Fairplay dai'',dice Marie.La abbraccio,cosi ero piu coperto anche io.Le nostre teste spuntano sopra la spaliera della poltrona per guardare il territorio di battaglia. Ale e Giuli erano dietro il divano. Arrivano i primi popcorn,senza colpici. ,,Ne hai mangiate troppe.'',dice Giuli un po seccata ad Ale. Che le butta uno sguardo da cane bastonato.
Non ne avevano piu poco dopo. ,,Abbiamo vintooooo....''esulto e mi prendo Marie sulle spalle. ,,Grandiosiiiiii noiiiii'',aggiunge lei. Ridiamo e ridiamo gongolando veramente. ,,E la rivincita.'',dico e cammino con lei ancora sulle spalle per il salotto. ,,Andiamo la prossima volta al teatro. Ci vediamo un musical.''
,,Ohhh PEGGIO.'',dico e poi dalle risate Marie si lascia cadere per terra. Era un momento che mi rilassava. Credo aveva rilassato a tutti. La mia mano cerca la sua per tirarla su dal tappetto. O forse mi dovevo sdraiare accanto lei? ,,Ohhhh Romeo,Romeo sei te?''imita lei come una scarsa attrice. 
Giuli:'' Ah pero' vedi? ''-Guarda Pato. ,,Forse nn dobbiamo neanche andare al teatro.''
 
 
rossonera22
 Il sole di primavera , si sa , mette buon umore a tutti.E io decisamente lo ero. Avevamo deciso di fare una passegiata e magari saremmo andati al Bar,era una mia idea.Ora stavamo girando nel nulla delle strade attorno al parco.Non avevo voglia di organizare nulla.Ci saremmo sicuramente divertiti anche cosi. E cosi era stato. Guardo l'orologio : Lei se ne era accorta: ,,Che ce?Ti vuoi liberare di me?''. L'unica cosa che volevo si liberasse era il suo codino,mi piaceva quando portava i capelli sciolti. Castani e lunghi,e magari come quella sera davanti al Pub.Ondolati con il ciuffo girato a riccio verso fuori... Oggi questa coda le dava una aria da ragazza sportiva. Si sa anche che la primavera rende un po tutti piu attivi.
,,No,mi chiedevo se avremmo ancora il tempo di prenderci un gelato..Alle 16 devi tornare in ufficio hai detto....'',un po lo ametto stavo diventando rosso. Mi sentivo come un ragazzino. Era una stupida idea?Ma era la prima cosa che mi era venuta in mente,per non dirle il fatto del codino.Poiche anche questa era una idea un po strana. ,,Ci sta. E se oggi nn vado in ufficio non e una tragedia.'',spiega lei. Io mi ero salvato in corner.
,,Tu abiti da molto a Milano?'',chiedo. ,,Qualche anno.Ehem Tre. Siceramente non so perche mi piace cosi tanto qua.E pensare che mi piaccono un sacco i boschi e paesaggi con montagne....ci son crescuta.Sono di un paesino della Toscana.E tu?Dico...ti trovi bene qua?''
,,Si.Non vedo molto di Milano.Ma ci sono le cose che mi servono.Il Milan e tutta un fatto per se.Farei di tutto per essere qui.Ci sto bene.Troppo.'',alzo un po lo sguardo. Camminiamo un attimo nel silenzio.
,,Ti posso chiedere una cosa?'',chiede lei. ,,Te lo chiedo da ragazza,non da giornalista....Cosa e che ti disturba di essere calciatore?'' ,,Credi che ti diro' la verita' da calciatore che deve farsi la solita immagine pulita e leale o da Ignazio?''
,,Quello che dirai sara' la verita'.'',mi dice. ,,Ti fidi di me?'',chiedo quasi sorpreso.
Lei: ,,Secondo te nn mi dovrei fidare di uno che mi teneva mentre vomitavo e poi voleva uscire con me?''
,,Pure vero.'',rispondo. Sorridiamo. ,,Mi disturba essere un po piu pessimista verso persone nuove che incontro.Non so mai se vedono me o il calciatore. Sicuramente e una parte di me - forse la piu grande e fondamentale.Pero'....''
,,Pero'?'',ripete lei. Si soffia via i capelli dai suoi occhi che si erano sciolti per colpa leggero vento. Mi piaceva.E io continuo quasi tutto in un fiato: ,,...va...nn voglio essere solo valutato e apprezzato per questo con persone che non hanno acchefare appunto con quel l'altra parte di me - da calciatore.''
,,Bhe allora sappi che io apprezzo il fatto che ti sei aperto con me - dato che potrei essere pure io una persone di quella categoria.''
,,Oh suona brutto .....categoria.E poi mi sembra banale lamentarmi di questo.Di certo non sono l'unico che ha questo problema.'',dico.
,,Ma comunque l'hai detto.Ed era giusto. Hai risposto con sincerita'.'',lei fa girare il suo sguadro sul parco. Vaga nel nulla un attimo. Forse anche con i pensieri.
,,Ti aspettavi altro da me?Che nn avrei detto la verita'?'',chiedo in un tono ironico.Si ferma,mi tiene dal braccio. Fa fermare anche a me. Poi appoggia la sua mano sulla mia spalla e quasi come un segreto mi sussura mentre si vergogna un po,,No.Non cambieresti ora.Seno' butteresti via tutto.No,tu non lo faresti propio per questo.''
 
 
rossonera22
Dopo la presentazione di varie cose mettendoli al asta per benificenza, Ale e io dovevamo fare una intervista. Questo meeting era solo con giornalisti e basta.Dovevamo fare girare le notizie e publicare tutte le buone cose che il Milan vuol fare e fa con questa fondazione. Mentre aspettavo Ale vedo passare Marie davanti a me. Sembrava che stesse cercando qualcosa...qualchuno. "Hey ciao",la saluto. "Ciao!",ricambia lei sorpresa. "Grazie per l'altra volta ancora."aggiunge subito. "Niente.Figurati." Ora la vedevo letteralemente in una altra luce.... i liniamenti del viso,la altezza...tutto era molto piu chiaro.Mi dava un po l'aria di una studentessa francese.Maglioncino beige,jeans stretti e mocassini,i suoi capelli erano raccolti senza precisione a tuppo,dei occhiali da vista sopra la fronte...,e la fotocamera tra le mani."Allora sei fotografa?".Che stupida domanda Igna! -Mi rimprovero. "Si......io lavoro per il GQ." "Perbacco!",mi esce di colpo. Altra stupida affermazione,continuo a riproverarmi. " Mi da fastidio quando non ho la risposta pronta,capita rare volte. "Perche ti stavi guardando intorno?Cerci Giu..?",non finisco nemmeno di parlare. "No,devo... cerco la sala che mi hanno indicato per una intervista.Devo fare delle foto quando hanno finito.",spiega. Botta e risposta:"Ah,di?" - " L'intervista che fanno a Pato." "Guarda", alzo il dito al altezza del mio petto,indicando la direzzione. Se esci da la e l'ultima sala a destra. Forse Pato e gia dentro. "Grazie.Allora vado." Niente di piu,si volta e mi saluta e lascia con un sorriso. Le mie labbra si formano per diventare un sorriso. Mi lascio questa senzazione.Era bella,veramente. La vedo svanire tra la folla di giornalisti e representanti. Non ha detto CIAO o A PRESTO nemmeno esagerando ADDIO,credo perche qualcosa a tutti e due ci ha fatto capire che sarebbe continuato qualcosa.
Ale esce dalla sala ancora parlando con il giornalista che lo segue accanto e dietro di loro vedo Marie concentrata con la sua fotocamera. Mentre sfoglia e clicca bottoncini alza un attimo lo sguardo e i nostri si incontrano. Lei sorride,io cerco Ale perche il giornalista si era appena allontanato: "Superman,finito? Volevamo andare a mangiare no?"
Ale:"Vado a salutare Giulia.Aspetta" Mi appoggio con la spalla alla porta e osservo Marie. Lei alza lo sguardo solo per guardarmi le scarpe.Nessuno di noi dice qualcosa per due ...forse tre minuti. Era bello cosi guardarci -senza parole. Poi lei si lascia cadere su una poltrona. "Sei strano." "Perche?",chiedo e cerco di ipotezziare una risposta in pochi secondi.Rimango senza idea. "Che hai da osservare? Stai apsettando che io vomito da qualche parte come quella sera?" La mia fronte crea delel rughe. "No sto aspettando che fai un complimento per le mie scarpe" Lei diventa un po rossa. "E poi ?",chiede. Non so cosa voleva da me con questa domanda. Lei si morde i labbri coperti da un leggero rosa. Lei:"Si sono belle.Hai buon gusto."
"Presumi?", chiedo. "Mmmh,non ce due senza tre.Quella sera avevi dei sneackers blu con delle strisce grigie belle e semplici, oggi queste sono eleganti bianche e con la punta arrotondata, i ricamo blu ci sta molto con la tua cammicia. E se non ce due senza tre,vorra dire' che anche in futuro ci azzeccherai."
Ripeto io:"Non ce due senza tre...",mi piaceva questa idea. "Se vuoi te ne puoi accertare personalemente una prossima volta.Cosi sara' la terza." Le sue labbra riformano quell leggero sorriso di prima.
Quando Ale mi viene a prendere qualche minuto dopo e ci allontaniamo per uscire lui sussura ma con gioia: "Se stavo un minuto in piu da Giulia,l'ha avrei baciata..." 
 
 
rossonera22
 Ho deciso di scrivere la FF sotto il punto di vista di lui.
#fateveneunaragione
Spero vi piace. Leave comments ;)


Ero stanco dal allenamento,e non vedevo l'ora di abbracciare il mio piumone e cuscino.Rare volte mi sentivo cosi distrutto dopo una seduta con il Mister che stava la a osservare e farsi appunti.Chissa cosa scriveva... ora pero' non ci volevo pensare. Quando esco dal centro sportivo,vedo Alex appogiato alla sua macchina che parlava con Luca,(Antonini).
"Ciao ragazzi!",li saluto e alzo la mano. Mi faceva bene respiare l'aria,che non fosse quella di palestra. Riempio i miei polmoni e Il mio sguardo finisce al cancello - vuoto. "...Hey!A te apsettavamo",dice Luca. Lo guardo e mi fermo,"come mai?". Ale:"Stavo raccontando a Luca dell l'altro giorno sai le ragazze che abbiamo accompagnato a casa."
Ricordo subito,"Si."
"Niente una delle ragazze...gli ho dato il mio numero,ma non mi ha scritto.",Ale quasi balbettava. "Cosa ce di strano?...Forse...",rifletto ad alta voce. Luca ride e da una spinta ad Ale: "Sua maesta non e mai stato rifiutato!?" Sarcasmo era nel aria. "No No..."dice Ale. "Solo che e strano...sembrava cosi simpatica e aperta con me. Credevo le stavo simpatico sai."
Non sapevo che dire.Esce solo la parola "mha" se parola si puo chiamare! "Era solo un pensiero,stavamo parland di ragazze eh..mi e venuto in mente...",dice Ale con una aria di giustificazione. "Ci vediamo domani ragazzi." ci saluta.

Passo dopo passo,passo dopo passo...mi ripeto in mente mentre ci riscaldiamo e io non avevo voglia. "Ti devo confessare una cosa.",dice Ale che spunta da dietro. Ci mettiamo quasi involontariamente di lato del gruppo e mentre corriamo lui spiega:"Non prendermi per cretino." Prende fiato.Tanto fiato.Ne avra' bisogno?Il mio istinto mi diceva che aveva acchefare con le ragazze di quella sera....oppure peggio con Steph...!Non che cera ancora qualcosa...ma mai dire mai.Ale nn si puo molto inquadrare per queste cose. "Sono andato da lei...quella sera le abbiamo acompangate dove stavano Giuli e Marie ...e niente sono sceso dalla macchina,ma non ce l'ha facevo a suonare il campanello..." Intervegno:"Non lo trovavi?"Battuta scarsa. Ale continua indistrurbatamente, come se non avessi parlato:"Bhe dunque mi sono appoggiato davanti al cancello e ho aspettato,saranno passati 20 minuti,io mi ero la alle 15 ...caso vuole che stava andando al 'uni.
Abbiamo chiacchierato ....e chiacchierato...e poi l'ho accompangata al Uni."
"Ti conviene cambiare mestiere...Tassiiiisstaa,nn ti starebbe male come mestiere ...",gli dico e sorrido.
"Fatto sta che ora abbiam un appuntamento.",dice Ale serio. "E perche non ti ha chiamato?",chiedo. Ale mi guarda :"Voleva farlo(lui sospira e ripende fiato,scorono secondi e nn parla,corriamo soltanto)...secondo me! Ma sai ci vuole coraggio se si e timidi."Il discorso era finito li perche lascio qualcosa nel aria la mia domanda e la sua risposta che ci fece riflettere.

Ma neanche il tempo che l'allenamento era finito Ale rispunta con il discorso: "Vieni tu alla festa lunedi?",dice Ale tutto in un fiato. "Cazz vuoi?",chiedo e faccio una smorfia. "Domani ci incontriamo per bere qualcosa - io e Giulia - e lunedi l'ho invitata per la festa del MILAN!...FONDAZIONE MILAN!"Urla quasi."Merda Ale non ti seguo.E che ci fa lei la?" "La mora,..quella Marie...lavora come fotografa." Io ho invitato Giuli e lei per uno backstage." "Ma io che centro?",chiedo. Lui:"Non ti va?"Accetto d'istinto,mi andava molto anche se non capivo perche.